Lo spread Trading sulla Valute

Anche in questo caso, come in altri, ci sono diverse accezioni di spread trading, anche molto diverse l’una dall’altra. Ogni volta che un broker (o chiunque altro) ve ne parli, sarà quindi bene accertarsi di sapere esattamente di cosa si sta parlando.

Lo spread trading illustrato qui di seguito è un altro modo di operare sui cambi, o sulle commodities. Gli operatori che offrono questo tipo di spread trading quotano 24 ore su 24, dalle 22.30 della domenica, quando le banche australiane cominciano a fornire i pri­mi prezzi, sino alle 22.15 del venerdì. Gli operatori quotano denaro e lettera per l’acquisto e la vendita di divise sia contro dollaro, sia per i cosiddetti cross (come abbiamo visto i rapporti di cambio tra valute non contro dollaro).

Con questo tipo di spread trading non si acquista o si vende la valuta ma semplicemente si decide lo stake, ossia l’ammontare di euro che si vuole guadagnare/perdere per la variazione di 1 pip. Per esempio, supponiamo di avere un’aspettativa rialzista sul cambio EUR/USD: ciò significa, come sappiamo, che ci aspettiamo un raf­forzamento dell’euro nei confronti del dollaro; in questo caso sare­mo long sull’euro e short sul dollaro e quindi acquisteremo il cambio EUR/USD.

Supponiamo allora che il cambio EUR/USD quoti 1,4210/1,4213 (denaro/lettera) e che decidiamo di aprire una posizione long con uno stake di 5 euro. Ciò implica che ad ogni rialzo di 1 pip del cambio EUR/USD guadagneremo 5 euro. Successivamente l’euro si rafforza effettivamente nei confronti del dollaro e la quotazione sale a 1,4275/1,4278. Noi decidiamo allora di chiudere la posizione ven­dendo a 1,4275.

Quando si chiude una posizione in spread trading si guadagna o si perde la differenza tra il prezzo di apertura della posizione e il prezzo di chiusura, moltiplicata per lo stake. Nell’esempio esposto guadagniamo 62 pips:

1,4275 — 1,4213) = 62

e quindi il profitto è:

62 x 5 = €310

Avrete notato che abbiamo comperato al prezzo lettera e venduto al prezzo denaro, come è giusto che sia.

Il vantaggio immediato di operare in questo tipo di spread tra­ding è dato dalla semplicità di calcolo dei profitti e delle perdite in quanto, con lo spread trading, i profitti e le perdite saranno sempre accreditati o addebitati in euro.

Come già detto, operando con un broker che offre servizi Fx tradizionali si acquista (se si è long) la prima divisa contro la se­conda, e quando la posizione è chiusa il profitto/perdita è sempre accreditato/addebitato nella seconda valuta. Con i contratti rolling spotche sono quelli usati in spread trading — invece tutto avviene direttamente in euro.

Il margine di garanzia richiesto in spread trading dipende dal­l’ammontare dello stake. Per esempio, per aprire una posizione sull’EUR/USD da 1 euro a pip è necessaria una disponibilità di 100 euro; quindi una posizione da 5 euro a pip comporterebbe un mar­gine di garanzia pari a 500 euro. In spread trading si applica il sistema order aware, che permette di ridurre la richiesta di mar­gine fino al 50% del margine iniziale.

Ritorniamo al nostro esempio sull’EUR/USD che abbiamo acqui­stato per 5 euro a pip a 1.4213. Il margine richiesto, come detto, è 500 euro. Decidiamo allora di inserire uno stop loss a 1,4150, ossia con 63 pip di perdita potenziale. Dato che tale perdita potenziale è inferiore ai 100 pip, il margine richiesto sarà soltanto di:

63 x 5 euro = 315 euro

La riduzione di margine massima possibile è pari al 50% del mar­gine iniziale, quindi il massimo sconto sulla marginazione si otter­rebbe inserendo uno stop loss 50 pips al di sotto (o al di sopra, per posizioni short) del livello di ingresso; entro i 50 pips la richiesta di margine rimane comunque ferma a 50 euro per ogni euro di stake.

Le Commodities

Le commodities sono classificate in: agricole (cacao, soia ecc.), me­talliche (oro, palladio ecc.), energetiche (petrolio, gas ecc.). I prezzi sono sempre espressi in dollari, così come il valore dei lotti, salvo quando si usino i Cfd,2 che possono essere espressi anche in EUR.

Numerose sono le Borse dove sono negoziati i futures su com­modities e di conseguenza ogni contratto ha specifiche e date di scadenza diverse; inoltre, anche se trattate all’interno dello stessa Borsa o circuito, spesso gli orari di contrattazione differiscono da un future all’altro. Nel caso delle commodities è altamente raccoman­dato di controllare gli orari di negoziazione e il giorno di scadenza del contratto, oltre ai margini richiesti.

Le contrattazioni avvengono generalmente 24 ore su 24 e si di­vidono tra una sessione “alle grida” e una sessione telematica. In genere tra la contrattazione “alle grida” e il passaggio degli ordini sul sistema telematico vi è una pausa durante la quale non è pos­sibile negoziare. L’offerta completa di servizi di negoziazione rima­ne privilegio di un numero limitato di broker specializzati. Il fatto che esistano numerose Borse che si occupano della contrattazione e che ogni Borsa abbia regole diverse rende molto complesso l’accesso a questi mercati.

Va poi sottolineato che la maggioranza dei volumi dei futures su commodities si concentra durante la sessione “alle grida“, obbligan­do spesso i trader a una operatività telefonica anziché telematica. Lo spread trading ha semplificato molto l’accesso al mercato delle

materie prime consentendo anche ai piccoli trader privati di ope­rare su mercati in precedenza privilegio dei soli professionisti.

Così come nei futures su indici e valute, il vantaggio reale nella contrattazione di commodities attraverso lo spread trading consiste nella possibilità di personalizzare i contratti in base alle proprie esigenze di rischio. Tale vantaggio si evidenzia in modo particolare sulle commodities, dove i contratti futures sono caratterizzati da un elevato valore del tick e inoltre la volatilità media che si registra nei prezzi, nonché i gap che si verificano non solo in apertura ma anche durante la contrattazione, espongono il portafoglio a dei ri­schi che difficilmente un trader privato è in grado di controllare in maniera efficiente.

Come nel caso delle valute il valore dello stake è fissato in euro. A differenza dei futures sugli indici, dove nella maggior parte dei casi le scadenze sono trimestrali, i contratti sulle materie prime sono quotati attraverso dei contratti futures mensili. Poiché i futu­res sulle commodities prevedono la consegna fisica del sottostante nell’ultimo mese di contrattazione, l’ultimo giorno valido per la negoziazione è fissato sempre con un mese di anticipo rispetto al mese di scadenza, ed è necessario effettuare il rollover da un con­tratto a un altro entro l’ultimo giorno valido di negoziazione.

Il Trading Binario

Supponiamo di avere un’aspettativa di rialzo sull’indice Ftse, e decidiamo di aprire una posizione long. Tra i molti strumenti che possiamo usare (future, Cfd, Etf, opzioni call ecc.) ne esiste uno, offerto da alcuni broker, che si chiama binary.

Dal punto di vista dell’utilizzo è un titolo come un altro. Sul mercato troviamo quotati per tutta la giornata due contratti bi­nary: Ftse up on the day, che ha come sottostante l’evento il Ftse chiude in rialzo rispetto a ieri, e il Ftse down on the day, che ha come sottostante l’evento il Ftse chiude al ribasso rispetto a ieri. Noi ovviamente compereremo: Ftse up on the day.

Il binary è un’opzione, come si è capito, e fa parte della famiglia delle opzioni “esotiche“. È conosciuto come opzione binaria o digi­tale. Il suo prezzo si muove in un range compreso tra zero e 100. Il sottostante dell’opzione è un evento finanziario (tipo: Il Ftse salirà domani?).

Il binary viene liquidato a 100 se l’evento si è verificato, oppure viene liquidato a zero nel caso l’evento non si verifichi. Esso offre la possibilità di operare su contratti che hanno scadenza giornaliera, dove quindi il sottostante è: l’indice chiuderà in rialzo/ribasso ri­spetto alla chiusura di ieri? Oppure su contratti a scadenza oraria: l’indice chiuderà in rialzo o ribasso rispetto all’ora precedente?

Supponiamo allora, come detto, di avere un’aspettativa di rialzo sull’indice Ftse. Apriremo quindi una posizione long attraverso una binary Ftse up on the day.

Supponiamo che il mercato abbia aperto invariato e che il Ftse valga 5004; i prezzi denaro e lettera per il binary up sono 48 — 52. Acquistiamo allora a 52 con uno stake di 2 euro a punto.

Nel primo pomeriggio il Ftse quota 5020 ed è quindi in rialzo dello 0,32%. Il contratto Ftse binary up quota 68 — 72, quindi ai prezzi attuali stiamo guadagnando la differenza tra il prezzo del mercato e il prezzo di acquisto della posizione: 16 punti che molti­plicati per 2 euro generano un profitto di 32 euro.

A fine giornata il Ftse chiude in rialzo dello 0,52% rispetto alla giornata precedente, quindi l’evento finanziario sottostante all’ope­razione da noi fatta si è verificato e il contratto viene liquidato a 100. Il nostro profitto finale ammonta a:

100 — 52 = 48 punti x 2 euro a punto = 96 euro

Se il Ftse avesse chiuso in ribasso e quindi l’evento non si fosse verificato, il binary sarebbe stato liquidato a O e avremo subito una perdita pari a:

52 — O = 52 punti x 2 euro = 104 euro

Ovviamente il binary può essere chiuso in un qualsiasi momento effettuando l’operazione opposta senza necessità di attendere la scadenza. Come in tutte le opzioni, la perdita massima è conosciuta a priori ed è pari al capitale messo a rischio. Nell’esempio sopra esposto, la massima perdita sarebbe stata infatti di:

52 x 2 euro = 104 euro

Il binary trading ha un vantaggio rispetto agli strumenti più tra­dizionali: in un mercato che ha scarsa volatilità e si muove in un range di soli 20 punti, per esempio, risulta difficile generare profitti intraday; con il binary invece possiamo lavorare in un mercato che ha come sottostante l’indice ma che genera un’escursione di 100 punti e non di 20.

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