Come leggere il Book di Negoziazione

Nel book di negoziazione sono esposte le proposte di negoziazione singole e le quotazioni relative a ciascun contratto, con l’indicazione delle rispettive quantità. Si tratta, in sostanza, di un registro dei movimenti di ogni singolo titolo al fine di avere un panorama delle contrattazioni in ogni momento della giornata. In Internet ve ne sono un po’ ovunque, ma tra due servizi di trading online, l’uno che vi consente di vedere il book e l’altro che non ve lo consente, a parità di altre condizioni non abbiate dubbi e scegliete quello che vi per­mette di vedere il book.

Il book di negoziazione può essere rappresentato come indicato nella tabella qui sotto:

DenaroDimensioneLetteraDimensioneSpreadLast
3,51420,53,75
3,37524,1253  
3,2554,252  
3,12514,3751  
324,54  
2,875104,6251  
2,7504,751  
2,62504,87520  
2,5050  
2,37505,1250  
2,2505,250  
2,12505,3750  
205,50  

Vediamo di analizzare la tabella nel dettaglio.

Il tick size è l’espressione del valore minimo di mobilità dei prez­zi, nel nostro caso 0,125; quindi il prezzo dell’azione XYZ può va­riare di 0,125, 0,125 x 2, 0,125 x 3 e così via, ma non può variare per esempio di 0,233.

Poi c’è la colonna denominata “denaro” (in inglese troverete scritto bid, che vuol dire “offerta“), dove sono indicati i prezzi a cui sono disposti a comperare coloro che hanno il denaro, ovvero che non hanno i titoli; è quindi il denaro che essi offrono per avere i titoli.

Ovviamente il “miglior denaro” è il prezzo più alto offerto per comperare, e sta in cima alla colonna; scendendo si trovano gli altri potenziali compratori, che offrono via via prezzi inferiori.

Nella colonna accanto è riportata la dimensione, ossia la quan­tità (in round lots, cioè in “lotti”, o “partite”) che i compratori sono disposti a comperare.

Nel nostro esempio, il miglior denaro è disposto a comperare solo un lotto.

Fate attenzione, perché i lotti esistono dappertutto; sulla Borsa di New York è di 100 azioni. Informatevi. Questo non significa però che non si possa comperare soltanto 1 azione.

La terza colonna è la “lettera” (in inglese troverete scritto ask, che vuol dire “domanda”), che rappresenta la somma di denaro che pretendono coloro che hanno i titoli (le lettere) per separarsi dai loro titoli.

Nel nostro esempio, la miglior lettera è quella che chiede il prezzo più basso, e sta in cima alla colonna. Anche in questo caso, accanto alla lettera viene riportato il numero di lotti offerti in vendita.

Tra il miglior denaro e la miglior lettera c’è sempre una diffe­renza, che si chiama spread, e che nel caso riportato vale 0,5.

Infine nei book trovate l’indicazione dell’ultimo prezzo fatto, cioè dell’ultimo prezzo al quale è stato effettuato uno scambio, che si chiama last.

Come si può osservare, l’ultimo scambio è avvenuto molto più vicino al denaro (la parte di sotto, cioè quelli che non vogliono spendere) che non alla lettera; ciò significa che qualcuno che aveva i titoli ha ceduto all’offerta di chi voleva acquistare e non, viceversa, che qualcuno che voleva acquistare ha ceduto alle richieste di chi aveva i titoli.

Preso in sé, questo dato sarebbe un segnale di mercato cedente, di possessori di titoli i quali sono abbastanza desiderosi di disfarsene.

Inoltre, al momento lo spread è abbastanza ampio: i compratori insistono sui loro prezzi e così anche i venditori, quindi l’ultimo scambio potrebbe essere un caso isolato. Non sembra che siano in atto molti sforzi, né da una parte né dall’altra, per venirsi incontro e concludere l’affare.

Notate poi che, in prossimità dello spread, le partite che sono le maggiori candidate a essere scambiate sono più massicce dalla parte della lettera che non del denaro. Non pare che ci sia poi tanta gente desiderosa di comperare, ma c’è abbastanza gente desiderosa di vendere, anche se temporeggia e non vuol far scendere i prezzi.

Un’ultima cosa che si può notare è che ci sono delle belle partite rotonde che incombono dall’alto a prezzi sostenuti, e che queste partite sono molto più grosse di quelle che sono disponi­bili per essere acquistate, per quanto anch’esse di dimensioni consistenti.

Si può concludere che è un mercato in cui i venditori fanno i ritrosi, ma in realtà hanno voglia di vendere. I compratori stanno alla finestra, aspettando che i venditori si decidano a far scendere i prezzi, anche se questo non vuol dire necessariamente che ci riusciranno.

Cosa succede ora se voi volete, per esempio, comperare? Supponiamo che passiate un ordine al meglio di 3 partite in acquisto.

Un ordine al meglio (in inglese, at the market) vuol dire che esso deve essere eseguito immediatamente. Se a disposizione ci sono 2 partite a 4 e 3 partite a 4,125, a voi daranno 2 partite a 4 e 1 partita a 4,125, dunque a un prezzo medio di:

4 x 2+ 4,125 x 1= 4,0417

più le spese e le commissioni.

L’operazione non comparirà neppure sugli schermi, e il nuovo book avrà la faccia indicata nella tabellache segue:

Titolo              XYZ

Tick size 0,125

DenaroDimensioneLetteraDimensioneSpreadLast
3,514,12510,6254,125
3,37524,252  
3,2554,3751  
3,12514,54  
324,6251  
2,875104,751  
2,7504,87520  
2,625050  
2,505,1250  
2,37505,250  
2,2505,3750  
2,12505,50  
205,6250  

Come vedete, con il vostro ordine al meglio avete provocato un piccolo terremoto: lo spread è aumentato, aumentando la distanza tra coloro che vogliono comperare e coloro che voglio vendere, e ovviamente il last è a ridosso della miglior lettera. Peraltro avete inevitabilmente diminuito la massa di lotti che “pendevano” da sopra, pronti per essere venduti.

Che impressione può averne un osservatore esterno, guardando queste due figure? Di certo ora la situazione non è uguale a quella precedente; si può concludere che la domanda sta cominciando a scendere per aderire alle richieste dell’offerta.

Questa impressione ha un fondamento? Certo: se avete passato un ordine al meglio, è segno che volevate quei titoli a qualunque costo!

Supponiamo invece che voi abbiate passato un ordine di ac­quisto limitato, cioè con l’indicazione del prezzo al quale siete disposti a comperare: diciamo 3 partite a 3,625. Ovviamente sa­rete finiti nel book dalla parte del denaro, perché non c’è nessuno disposto a vendere a 3,625, e sarete diventato il miglior denaro

 Book con ordine di acquisto limitato

Titolo              XYZ

Tick size 0,125

DenaroDimensioneLetteraDimensioneSpreadLast
3,6253420,53,75
3,514,1253  
3,37524,252  
3,2554,3751  
3,12514,54  
324,6251  
2,875104,751  
2,7504,87520  
2,625050  
2,505,1250  
2,37505,250  
2,2505,3750  
2,12505,50  

L’impressione che ne ha l’osservatore, adesso, è differente. Ovvia­mente ne conclude che i compratori si stanno muovendo verso le richieste dei venditori: in fondo, voi avete passato un ordine di acquisto. Quindi lo spread è diminuito ed è diminuito nel senso appena detto (verso l’alto, cioè verso l’offerta). Inoltre si è venuta formando una barra, ben visibile, proprio sul miglior denaro.

Tuttavia il last non è cambiato, e tutto il peso dell’offerta “pende” ancora irremovibile da sopra.

Nell’esempio precedente, la situazione che si era creata pote­va essere considerata a ragione un’apertura decisa verso le ri­chieste dell’offerta, mentre questa può considerarsi un tentativo di “lanciare l’amo”, per vedere se i possessori di titoli sono dav­vero così irremovibili oppure si lasciano tentare per giungere a un accordo.

Il book si rivela ancora una volta importante in quanto, vi indica l’entità della perdita nel caso di un investimento che si sia rivelato sbagliato e che perciò intenderete immediatamente smo­bilizzare.

Nell’ultima tabella si mostra come, se avete comperato una par­tita a 4, e subito dopo vi pentite e la volete rivendere, potete farlo solo a 3,625, che è il miglior denaro. Se invece avete comperato 5 partite, le avete pagate in media:

(2 x 4 + 3 x 4,125)/5 = 4,075

ma avete venduto a:

(3,625 x 3 + 3,5 x i + 3,375 x 1)/5 = 3,55

con una perdita molto maggiore, perché, essendo l’operazione con­sistente, avete comperato a un prezzo medio più alto e avete ven­duto a un prezzo medio più basso.

Il book quindi vi dà lo spessore del mercato. Dice per esempio quante azioni potete comperare in quel momento senza sorprese sul prezzo. Se in vendita ci sono in tutto 5 lotti a prezzi decenti, e voi mandate un ordine al meglio di 10 lotti, sarete ben “serviti”, da chi i titoli li possiede e stava aspettando al varco voi.

Lo stesso vale, a maggior ragione, quando vendete; se avete mol­ti titoli, guardate il book, e vendeteli a tranche senza forzare, al­trimenti li venderete molto male.

Non va scartata l’ipotesi che il prezzo d’acquisto non sia cam­biato, ma al contrario venga spazzato via dalla lettera per un ec­cesso di nervosismo del mercato e si presentino sempre nuovi ven­ditori che adesso non sono ancora presenti in lettera, nel qual caso il supporto verrebbe in realtà perforato facilmente.

Dunque si può anche congetturare dove possono essere i suppor­ti e le resistenze senza che questo rappresenti una perdita di tem­po, ma, come sempre in finanza, bisogna ricordarsi che basta un attimo perché succeda tutto e il contrario di tutto.

Una forte tentazione è costituita infine dal ritenere che un book pieno di denaro sia sintomo di trend al rialzo, e un book pieno di lettera sia viceversa un sintomo di trend al ribasso.

Abbiamo sottoposto a test questa ipotesi, prendendo numerosi casi e analizzandoli statisticamente. I non specialisti saltino alle conclusioni.

Abbiamo esaminato 37 casi nella stessa giornata di Borsa, alla stessa ora, con un’indice sostanzialmente stabile.

Abbiamo indicato con un 1 nella colonna denaro (o lettera) una situazione in cui il denaro (la lettera) prevaleva sulla lettera (sul denaro); poi abbiamo indicato con un 1, nella terza colonna, una situazione in cui il trend era al rialzo.

Dato che, come si dimostrerà oltre, non c’è di fatto dipendenza tra le diverse azioni dello stesso mercato — contrariamente a quanto si potrebbe congetturare a prima vista — abbiamo usato il test X2, che vedremo in dettaglio più avanti, per determinare se la distribuzione del denaro e della lettera osservati fossero com­patibili con l’ipotesi: quando il denaro prevale sulla lettera il trend è al rialzo, e viceversa.

In 8 casi su 19 possibili si verificava contemporaneamente un trend al rialzo e la prevalenza del denaro, mentre si verificava contemporaneamente la prevalenza della lettera e un trend al ribasso in 11 casi su 18 possibili.

Applicando il test (Kanji, 1997), risulta:

x2 = (8 — 19)2/19 + (11 — 18)2/18 = 9,091

Ora, dato che le classi di risultati possibili sono K = 2 (perché il risultato osservato può essere solo 0 o 1), i gradi di libertà sono n = K — 1 = 1, e il valore critico con un intervallo di confidenza del 95% in tal caso è 3,841.

Poiché 9,091 è maggiore di 3,841, l’ipotesi prospettata può essere rigettata.

Lo stesso dicasi, come illustrato dalla tabella 2.4, per l’ipotesi che la prevalenza del denaro sia associata con un trend al ribasso e la prevalenza della lettera sia associata a un trend al rialzo.

Conclusione

l’ipotesi è rigettata per entrambi gli scenari.

Si è appena dimostrato statisticamente che non esiste nessuna correlazione tra la prevalenza del denaro e un trend al rialzo, così come non ci sono motivi neppure per pensare l’opposto, cioè che un trend al rialzo sia caratterizzato da una prevalenza della lettera; lo stesso dicasi per i trend al ribasso.

È bene quindi non lasciarsi ingannare da false impressioni.

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