Giocare in Borsa e Guadagnare

guadagnare col trading

Una statistica dice che l’87% di chi investe in azioni perde: il 6% rimane in pari, il 7% guadagna.

Non c’è da stupirsi di simili risultati, perché la maggior parte delle persone investe in Borsa senza alcun piano, senza stra­tegie, come se fosse un gioco (non si dice forse “giocare in Borsa”?), tipo la roulette. Anzi, peggio, perché al casinò pro­babilmente mettono a punto trucchi per cercare di vincere il banco, o passano svariato tempo a studiare i movimenti alle slot machines. Nel trading, invece, si svegliano e pensano “oggi il mercato sale“, oppure “oggi scende“, oppure “Tizio mi ha detto che l’azione X è buona” e allora via, aprono posizioni.

Se ti affidi alla fortuna, è normale perdere. Così come è nor­male perdere se ti comporti come un bambino di 4 anni: fi­ducia cieca nei “grandi”, nessuna gestione del rischio e scar­sissime conoscenze. Che cosa succede in questo caso? Che non sei in grado di valutare il rischio e, di conseguenza, non prepari un piano d’uscita.

Intendiamoci, perdere nel trading è normale, fa parte del business. Semplicemente, la perdita dev’essere considera­ta come un’opzione che si verifica in casi complicati, oppure come una conseguenza normale, all’interno di una strategia di investimento più ampia. Anche i bravi trader perdono, però fanno in modo che le loro perdite siano inferiori alle vincite.

Quindi, se “giochi” in Borsa stai solo giocando, non stai fa­cendo trading. Per fare trading ci vogliono preparazione, competenza e strategia. Devi abbandonare il senso di fatali­tà, devi decidere in anticipo che cosa farai se un titolo sale o scende rispetto al tuo prezzo d’ingresso. E anche quello che farai se il titolo resta fermo.

Se “giochi” in Borsa perdi, dunque, appunto perché non la percepisci come una cosa seria.

Prova a pensare: quante persone acquistano riviste e visita­no concessionarie prima di acquistare un’auto? Quasi tutte, perché sembrerebbe assurdo entrare nella prima concessionaria e comprare un’auto nuova. E ora dimmi: quante per­sone si documentano prima di investire i loro soldi in azioni? Pochissime: per lo più chiedono consiglio alla banca oppure, il che è ancora peggio, acquistano ciò che tutti acquistano (ecco perché hanno perso comprando le azioni di Facebook).

Se giochi senza conoscere le regole e perdi, ti stupisci? lo mi stupirei del contrario. Persone che non presterebbero 100€ a un amico affidano facilmente 3.000 € a perfetti estranei in giacca e cravatta che dicono loro: “Tranquillo, puoi guada­gnare“. Questo è il modo in cui si comporta l’investitore me­dio, che a quel punto può applicare una sola strategia, quella del buy&pray, ovvero acquista e prega. Prega che l’azione salga, prega che le cose vadano come immagina, perché è l’unico modo per salvare i risparmi.

Se decidi di investire in Borsa, devi considerarlo come un bu­siness serio, anche se accessibile facilmente. Credo davvero che chiunque possa imparare a fare trading: certo, se hai dimestichezza con il computer sarai più facilitato, così come se parli inglese, ma, comunque, tutto si può imparare in modo abbastanza meccanico e molti miei corsisti ne sono la prova più evidente. Per poter guadagnare, però, c’è una sola con­dizione: che venga affrontato come un business serio. Non puoi svegliarti la mattina e decidere su quale titolo investire.

Voglio farti una domanda: quanto hai faticato per raggiunge­re l’esperienza che hai nel tuo attuale lavoro? Probabilmente diversi anni. Il trading non è diverso. Come puoi pensare che, solo perché puoi andare allo sportello di una banca a compra­re azioni, solo perché il TG ti informa che un’azienda si quota in Borsa, solo perché pensi che sia un buon investimento, al­lora sia facile guadagnare?

Quando fai trading, competi alla pari con persone che lo fanno di mestiere: occorrono umiltà, lavoro, perseveran­za e intelligenza. Per alcune persone, imparare ciò che va imparato per fare trading con successo comporterebbe un carico mentale eccessivo quando arrivano a casa la sera. Per altri è un piacere. Ci vuole impegno e la coscien­za che, comunque, non finirai mai di studiare, imparare e migliorare. Ho visto persone dal profilo più disparato (fotografi, poliziotti, operai, casalinghe) che così facendo sono diventati trader e hanno cambiato completamente la loro vita. Hanno deciso che fare trading — non “giocare in Borsa” — sarebbe stato il loro biglietto verso la Libertà Finanziaria e ci sono arrivati. Se invece vuoi “giocare in Borsa”, allora accomodati: ma ricordati che, come si dice nel poker, “se al tavolo non sai chi è il pollo, allora il pollo da spennare sei tu”.

Spero di essere stato chiaro e di non aver lasciato adito a dub­bi: fare soldi con il trading è possibile, ma non rapidamente e non senza fatica. Ovviamente, la fatica che richiede il trading non è quella dell’operaio che inizia il turno alle 6 di mattina, nemmeno quella della cassiera che rimane nella stessa posi­zione tutto il santo giorno, e nemmeno quella dell’impiegato che deve subire i malumori del suo capo. Il trader non cono­sce queste fatiche.

La fatica del trader è mentale e psicologica, ma non per questo meno vera.

Ci sono quattro aree nelle quali devi essere pronto a impegnarti.

Devi studiare

Puoi cominciare partecipando a seminari gratuiti o a pagamento, in modo da confrontarti con i trainer e partire molto velocemente. Inoltre, hai il van­taggio di conoscere persone con le quali fare “squadra”, perché sono nella tua stessa situazione. Potete scam­biarvi l’Id Skype (è molto utile usare Skype per il trading, per chiamare gratis e chattare) e rimanere in contatto nella fase di studio. L’importanza della squadra vale non solo nell’investimento in immobili, ma anche nel trading: creare una vera squadra di trader che si sosten­gano e consigliano a vicenda ti aiuterà molto. Tra l’altro, nel trading non c’è concorrenza, a differenza degli altri business che sono unici, per cui non aver paura di con­frontare la tua posizione con quella degli altri.

Dopo i corsi, però, devi continuare a imparare, lavoran­do con piattaforme in versione demo che ti permettono di fare trading virtuale, con soldi finti. Ma ricorda: solo i soldi sono finti, tutto il resto è vero. Ti consiglio di fare almeno i.000 trade virtuali prima di cominciare, anche se poi la pratica che devi fare dipende solo da te.

Devi dedicare tempo

Come dicevo, il trading è un business e va trattato come tale, quindi devi dedicarvi tempo. Anche solo per fare i.000 trade in paper tra­ding, ci vuole tempo. La fretta è cattiva consigliera in tutto e vale anche in questo ambito. Il rischio è che pro­vi a fare qualche operazione, perdi il denaro investito e lasci perdere tutto pensando “è una fregatura”, oppure

“non fa per me”. Il trading offre opportunità a chi le sa cogliere. Quindi, dedica tempo non solo a imparare, ma anche a definire e usare gli obiettivi, preparati un piano e mettilo in pratica.

Devi investire denaro

Non esiste un sistema di trading che non richieda denaro. Per fare trading devi investire almeno un minimo capitale di partenza. Quanto? Solo i soldi che sei disposto a perdere. Hai capito bene: ti pre­pari a guadagnare, ma devi pensare già che quei soldi non ce li hai più. Perché è importante che, se le cose non do­vessero andare per il verso giusto, quel denaro non ti fac­cia passare notti insonni. Non sto dicendo che perderai di sicuro, ma che devi mettere in conto che potresti perde­re quel capitale; d’altra parte succede con qualsiasi altro business, solo che la gente ignora volutamente questo “inconveniente“. Ecco perché l’8o% delle aziende chiude entro i primi 5 anni, ma affronteremo questo argomento nel prossimo volume. Lo studio e la pratica ti serviran­no a evitare perdite, ma possono comunque succedere, e quei soldi non devono servirti per vivere. Comunque, devi considerare alcune migliaia di euro come capitale di investimento. Più tutto quello che investirai per la for­mazione. Il fatto che quei soldi non debbano servirti per vivere è fondamentale, perché ci porta all’ultimo punto.

Devi studiare la tua psicologia

Dopo che hai appreso, fatto pratica virtuale e aperto il tuo conto con soldi veri… arriva il grande momento in cui fai la tua prima opera­zione: i tuoi soldi sono lì, in balia del mercato, e possono essere una facile preda. La tua strategia reggerà? Il mer­cato ti darà ragione? Ti aspettavi che il prezzo salisse e invece continua a tentennare: un po’ su, un po’ giù… La vera domanda non è se la tua strategia avrà successo, ma “ce la farai a reggere la tensione?“. Spesso, infatti, accade che in demo le persone seguano alla lettera la strategia. Poi però, quando si tratta di soldi veri, si fanno prendere dal panico e chiudono la posizione prima che si siano verificate le condizioni che avevano studiato a tavolino. Il risultato è che perdono o guadagnano meno di quello che avrebbero potuto.
La psicologia è l’aspetto più importante del trading, ecco perché il processo di formazione è lungo. Non si tratta solo di capire dove investire, ma soprattutto di conoscere le tue reazioni rispetto alle oscillazioni del mercato e saperle controllare. Ce la farai? Certo che ce la farai. Per qualcuno sarà naturale, per qualcun altro (la maggior parte) sarà più complicato acquisire la giusta psicologia del trading, ma in fondo si tratta di conoscere meglio sé stessi. È un lavoro su te stesso che devi cominciare da zero, perché la società non educa trader. Devi farlo da solo, sia a livello tecnico sia anche, e forse soprattutto, a livello psicologico.
Come vedi, sono il primo a dire che diventare trader non è facile e che c’è un prezzo da pagare. Ma, a differenza di altri professionisti del settore, io credo che chiunque possa imparare e relativamente in fretta. Non sono d’accordo con chi dice che bisogna essere geni con decine di anni di esperienza e che, di conseguenza, il trading è per pochi eletti. Il trading è per tutti: per tutti quelli che sono disposti, con umiltà, tenacia e coraggio a pagare il giusto prezzo per raggiungere la Libertà Finanziaria con uno dei metodi più fantastici che esistano.
Ma entriamo ora nel dettaglio dei tre mercati che consiglio, ovvero Forex, opzioni e commodity.

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